Brunello Giuseppe - Produzione Scope


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Chi siamo

La Ditta Brunello Produzione Scope nasce nel '57, e precisamente da Brunello Carlo, con il tempo è poi subentrato il figlio Giuseppe, tuttora unico rappresentante.

In quegli anni nei paesi di Sant'Eufemia di Borgoricco (PD) e Marsango di Campo San Martino (PD) era concentrato il maggior numero di fabbricanti di scope di saggina, si dice che ce n'erano circa un centinaio.
In ogni casa c'era qualcuno che lavorava nel mondo delle scope: c'era chi metteva a disposizione il suo piccolo spazio che aveva (il cosiddetto "barco") e chi in quel barco ci andava a lavorare.
Erano anni in cui c'era bisogno di tanta manodopera, visto che le macchine per fare le scope dovevano ancora perfezionarle.
Vi erano tanti ragazzini che, tornati da scuola, andavano a dare una mano, per loro era come un gioco, visto che quello che facevano non era un lavoro pesante, anzi questi ultimi facevano pure a gara per ricevere dei complimenti.




La lavorazione e la preparazione della saggina per fare le scope ha un processo lungo.

Nelle nostre zone fino a qualche ventennio fa, c'erano tanti campi coltivati a "sorgo" (saggina): visto che c'era la materia prima, c'erano tanti piccoli laboratori artigianali. Con il passare del tempo però, visto che la raccolta del sorgo veniva fatta esclusivamente a mano, prima il taglio e poi la raccolta, la manodopera cominciava a mancare, così hanno cominciato a rifornirsi della materia prima dai paesi dell'est (es. Ex-Jugoslavia, Ungheria).

Nel frattempo hanno perfezionato le macchine per fabbricare alcuni tipi di scope, così facendo si poteva avere più produzione con meno personale: per questo motivo tanta gente ha preferito abbandonare questo lavoro, per cercare un posto sicuro nelle fabbrichette locali.
La ditta Brunello invece è rimasta al suo posto, cioè ha continuato nel suo piccolo col suo lavoro artigianale.


Vecchia foto raffigurante Brunello Carlo e Giuseppe al lavoro nella loro fabbrica artigianale di scope di saggina

Col tempo, visto che i paesi dell'est si coltivavano la saggina, hanno provato loro stessi anche a lavorarsela.
All'inizio è stato un pessimo risultato, con il passare degli anni però hanno cominciato a migliorare la lavorazione e così anche da noi sono cominciate a comparire le "scope slave" o d'importazione.
Con l'arrivo di queste scope, molti fabbricanti di scope di saggina italiani, un po' alla volta hanno dovuto chiudere la loro attività perchè il prezzo del prodotto importato era troppo distante (essendo le scope d’importazione di qualità inferiore, e con costi di produzione pressoché nulli, riuscivano ad avere un prezzo di vendita finale nettamente a quello delle scope “nostrane”).
Ogni anno molti produttori di scope di saggina scomparivano, a Marsango attualmente non ce ne sono più, a Sant'Eufemia di Borgoricco ne sono rimasti solamente 3-4.


La ditta Brunello vista la continua presa di mercato delle scope importate, ha tenuto sempre la sua linea di lavoro: cioè costruire dei prodotti che fossero di qualità e che potessero durare nel tempo.

Tutto questo seguendo delle semplici accortezze:
- la scelta dei materiali: solo saggina di prima qualità;
- la cernita e la preparazione delle materie prime fatta ancora come si faceva una volta;
- il confezionamento fatto tutto in modo artigianale;
- l'accuratezza nel controllare che non ci siano imperfezioni;
per far si che il prodotto finito sia al meglio.

Così facendo dal 1957 è sopravissuta sino ad oggi.



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